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VVJ 039 - High Five Quintet - Jazz for more...

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VVJ 039 - High Five Quintet - Jazz for more...

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High Five Quintet
Jazz for more...

Daniele Scannapieco - sassofono tenore
Fabrizio Bosso - tromba, flicorno
Julian Mazzariello
- pianoforte
Pietro Ciancaglini
- contrabbasso
Lorenzo Tucci
- batteria

 


VVJ 039 - Prodotto da Via Veneto Jazz

 Logo Via Veneto Jazz  


 

Il quintetto Bosso-Scannapieco cambia nome e diventa "HIGH FIVE", termine che per assonanza rievoca l’alta fedeltà sonora (Hi-Fi) ma si riferisce anche, indirettamente, al soprannome che gli appassionati hanno da qualche tempo attribuito ai musicisti, i cosiddetti “cinque giovani leoni” del jazz italiano (la loro età media è di 29 anni).

I curricola, densissimi di attività e collaborazioni prestigiose per ognuno, non smentiscono: Fabrizio Bosso è stato insignito nel 1999 del titolo “miglior nuovo talento” (referendum Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz); Daniele Scannapieco ha ricevuto il premio Django d’Or italiano 2003 come miglior giovane musicista. Daniele Scannapieco è inoltre ben conosciuto all’estero: fresco di collaborazione con Dee Dee Bridgewater nel progetto “This is New!” ispirato a Kurt Weill, tiene da tempo concerti nei più rinomati jazz club di Parigi e ha appena registrato un album a suo nome per l’etichetta francese Night & Day.

Il quintetto nasce spontaneamente nel 2000: tutti i componenti si conoscono tra loro da tempo e le affinità personali si riversano inevitabilmente nell’attività musicale. Scannapieco è forse il vero collante di questo sodalizio: la sua impronta segna le composizioni e le interpretazioni del gruppo con l’inesauribile energia che contraddistingue il sassofonista.

Il nuovo disco "Jazz for more..." nasce in un pomeriggio nel novembre 2001; come spesso succede nel caso di formazioni molto affiatate e con una consistente attività dal vivo, è bastato riunire gli artisti in sala di incisione per ottenere già ai primi “take” un lavoro completo dal punto di vista stilistico, che rimanda immediatamente alle atmosfere dei primi anni Sessanta, all’epoca dei grandi successi hard bop e al fermento culturale che questo movimento esprimeva.
Dice infatti Scannapieco al riguardo: “Ci sentiamo conquistati dalle strutture semplici ma di grande comunicativa, da uno stile fresco, giovane, ricco di fisicità; per noi è diventato un atteggiamento, un modo di vivere, e non è un caso che molti musicisti nella fase iniziale della loro carriera si riferiscano a quel periodo: penso alla corrente New Hard Bop che a New York prese piede a metà degli anni Ottanta” Nei nove brani che compongono l’album, sei sono composizioni originali, tra le quali segnaliamo l’esplosivo Fast Mood di Scannapieco, Rong Time Rag Time, sorta di suite di Mazzariello nella quale ogni assolo sviluppa un tema diverso (“una raccolta di stili, un po’ nel segno dei fratelli Marsalis”, spiega Scannapieco), e il bel brano On the Way Home firmato da Bosso; compaiono poi uno standard di Horace Silver, The Jody Grind, un blues di Robin-Rainger, Easy Living, e un brano di Rosario Bonaccorso, Agosto, mentre il felice Waiting for D. (dove l’iniziale sta per il musicista Dario Rosciglione) è scritto da Julian Mazzariello insieme a Stefano Di Battista.

Di Battista e Bonaccorso sono, inoltre, veri amici che da tempo hanno preso questi giovani sotto la loro ala protettiva e li hanno aiutati in modo consistente a prendere coscienza della propria professionalità.

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