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VVJ 024 - Doctor 3 - The songs remain the same

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VVJ 024 - Doctor 3 - The songs remain the same

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Doctor 3
The songs remain the same

Danilo Rea - pianoforte
Enzo Pietropaoli - contrabbasso 
Fabrizio Sferra - batteria

 


VVJ 024 - Prodotto da Via Veneto Jazz

 Logo Via Veneto Jazz  
Prodotto da “Doctor 3” e Biagio Pagano / Registrato e missato il 15 e 16 Giugno 1999 / presso Millesuoni Studio, Roma / Sound Engineer e mastering Eugenio Vatta


 

Secondo album per i Doctor 3 (Danilo Rea – pianoforte, Enzo Pietropaoli – contrabbasso, Fabrizio Sferra – batteria), album atteso perché “opera seconda” del gruppo che tanto ha fatto parlare di sé nel 1998 e per lunga parte di quest’anno, in seguito al successo ottenuto con il primo Cd “The Tales of Doctor 3” (VVJ) vincitore del Premio Arrigo Polillo (miglior disco di jazz italiano) nello scorso “Top Jazz”.

Pur presentandosi come recente formazione, il rapporto fra i tre musicisti è di vecchia data, con una frequentazione musicale e umana più che ventennale: ragione che spiega lo straordinario affiatamento che anima il trio, che musicalmente si traduce in quell’interplay che ne costituisce la cifra essenziale del linguaggio, così originale da potersi considerare rivoluzionario. Nato dopo due giorni di lavoro in studio (15 e 16 Giugno 1999) questo album, più del precedente, è un album di “cover” in cui si ripropongono canzoni del repertorio pop/rock/jazz moderno: e proprio in sei “Songs”, oltre a 5 brani “indipendenti”, si divide il lavoro di rielaborazione degli standards. Il repertorio scelto si allarga cronologicamente fino a comprendere brani come Danny Boy, Put the Blame on Mame, L’uomo in Frac, Have Yourself a Merry Little Christmas fino alla Song #5, omaggio a Charlie Parker, per abbracciare più generazioni musicali del nostro secolo.

Rispetto al precedente lavoro meno spazio è riservato alla libera, torrenziale improvvisazione per privilegiare la forma-canzone e l’aspetto melodico, pur mantenendo il principio del “lavoro di getto” (in primis, la scelta dei brani puntualmente disattesa, secondo quanto affermano i musicisti) e non rinunciando a quelle intriganti citazioni e rimandi ad altre canzoni che caratterizzano il linguaggio dei Doctor 3.

Inalterato dunque nello spirito, il lavoro del gruppo si situa perfettamente in linea con quella che è già diventata la loro “tradizione”: l’assenza della “scaletta” che si traduce in libertà e spontaneità, nel piacere di suonare insieme per sentire crescere l’affiatamento, il giocare a “spiazzarsi” vicendevolmente con le citazioni, l’amore per la melodia che domina e accomuna i tre (Rea e Pietropaoli amanti del pop/rock, Sferra dal gusto più “classico”). Un disco di grande bellezza e poesia che riesce ad essere, secondo la personalità dei musicisti, anche ricco di humour.

I Doctor 3, che raramente suonano in pubblico, hanno comunque presentato nell’ambito di Umbria Jazz 99 il loro nuovo progetto, raccogliendo un consenso unanime; dopo una tournée in Cina (dal 6 al 14 Novembre 1999) saranno presenti a Umbria Jazz Winter 1999/2000.

 

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