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VVJ 023 - Enrico Rava, Paolo Fresu - Shades of Chet

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VVJ 023 - Enrico Rava, Paolo Fresu - Shades of Chet

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Enrico Rava, Paolo Fresu
Shades of Chet

Enrico Rava - tromba, flicorno (canale sinistro) 
Paolo Fresu - tromba, flicorno (canale destro) 
Stefano Bollani - pianoforte
Enzo Pietropaoli - contrabbasso
Roberto Gatto - batteria

 


VVJ 023 - Prodotto da Via Veneto Jazz

 Logo Via Veneto Jazz  
Prodotto da Biagio Pagano e Mario Guidi / Registrato il 17 e 18 Maggio 1999 presso Studio Diapason, Roma, da Dario Criacci / Missato e masterizzato da Eugenio Vatta presso Millesuoni Studio, Roma


 

A seguito della fortunatissima tournée, esce in Cd il progetto conosciuto come “Omaggio a Chet Baker” del quintetto di Enrico Rava e Paolo Fresu, con Stefano Bollani (pianoforte), Enzo Pietropaoli (contrabbasso), Roberto Gatto (batteria).

Nel 1998, in occasione del decimo anniversario della morte di Chet Baker, Enrico Rava e Paolo Fresu, stimolati e supportati dal promoter Mario Guidi, concepiscono il progetto (che prende corpo nel corso del 1999) di una tournée di concerti dedicati a Chet Baker. L’omaggio al grande trombettista, con il quale al tempo tre componenti del gruppo (Rava, Pietropaoli e Gatto) suonarono a lungo e incisero, viene subito inteso non nel senso del tributo bensì nel senso della rievocazione: nello stile dei leader, entrambi così vicini alla poetica di Baker, nella scelta dei brani (non solo quelli resi famosi da Baker, ma anche quelli che il trombettista amava, pur suonandoli raramente), nella ricreazione insomma di un’atmosfera, cristallizzata in quei dorati anni Cinquanta, gli anni della travagliata giovinezza di Baker, ai quali la maggior parte dei brani si riconducono.

Come riporta Paolo Fresu nelle note di copertina, “… Chet mi ha insegnato che non è importante ‘cosa’ si suona ma ‘come’ ciò si suona…”; e, nella stessa sede, Enrico Rava, “Il suo suono così puro, quasi un’emanazione dell’anima, l’intensità, la capacità di scolpire nell’aria melodie meravigliose…”: “Shades of Chet” è un lavoro di altissima concezione in cui le personalità dei leader, così diverse ma decisamente complementari, così come quelle dei valenti sidemen si esprimono al meglio, in nome di quella fluidità e chiarezza sintattica, cristallinità del suono e scelta accurata delle note che hanno caratterizzato lo stile di Baker, la sua semplice, umana, struggente poesia. Così l’accompagnamento di Pietropaoli è “semplice, equilibrato… ho cercato di ricordarmi quello che suonavo con lui (Baker), e molte volte ho voluto immaginare di essere con lui…”, mentre il giovane, talentato pianista Stefano Bollani offre una grande prova rivelando una maturità inaspettata, e Roberto Gatto esibisce un drumming impeccabile e raffinato.

Una particolarità e una precisazione: le tracce dei leader sono incise su due canali differenti (Rava il sinistro, Fresu il destro); inoltre, entrambi hanno eseguito da soli un brano, in una sorta di omaggio “personale”: Enrico Rava “Retrato em branco e preto” (Antonio Carlos Jobim) e Paolo Fresu “You Can’t Go Home Again” (Don Sebesky).

 

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